Le riforme sociali ed economiche

Regno da più di 12 secoli, il Marocco è un crocevia di civiltà che unisce a un’identità forte e propria un’apertura verso il mondo e la modernità. Ricco per il suo patrimonio religioso e culturale, il paese è una terra in cui primeggiano i principi di tolleranza e di rispetto delle altre comunità spirituali e culturali. Sotto l’impulso di sua Maestà, Re Mohammed VI, salito sul trono il 31 luglio del 1999, il Regno è entrato in una nuova era di riforme e di movimento che ha creato anche una dinamica politica, economica e sociale che permette al paese di avanzare con determinazione e ambizione verso il nuovo contesto internazionale del ventunesimo secolo. Con una popolazione di cui il 70% ha meno di 25 anni, il Marocco è un paese pronto per farsi carico delle sfide della globalizzazione e mantiene con vigore il ritmo delle riforme e dei cambiamenti

 

Un Marocco in movimento


Qualche importante riforma negli ultimi dieci anni:


  • Consolidamento della democrazia con lo svolgimento di due elezioni legislative nel 2002 e nel 2007 in conformità alla costituzione;
  • Riforma del sistema elettorale nel 2006, e nuove leggi sui partiti politici;
  • Adozione della nuova legge sulla famiglia nel 2003;
  • Riforma della legge sulla stampa e introduzione dell’Alta Autorità della Comunicazione Audiovisiva;
  • Adozione di una nuova carta dell’educazione;
  • Lancio dell’iniziativa Nazionale per lo sviluppo umano (l’INDH);
  • Diritti dell’uomo: riorganizzazione del consiglio consultativo dei diritti dell’uomo (CCDH) e introduzione dell’Istanza di Equità e Riconciliazione (IER).

 

 

Global Summit dell'Imprenditoria: Il Re del Marocco Mohammed VI riceve il Vicepresidente americano

MARRAKECH (MAROCCO), 20 NOVEMBRE 2014 - Il Re del Marocco Mohammed VI ha ricevuto mercoledì al palazzo reale di Fes, il vicepresidente americano, Joseph Biden, in visita in Marocco per prendere parte ai lavori della quinta edizione del Global Summit dell'Imprenditoria. Hanno fatto sapere i comunicati della Casa Bianca americana e il Palazzo Reale marocchino.

La tenuta a Marrakech di questo Summit mondiale è stata decisa dal Re e il Presidente Barack Obama, durante la visita del Re a Washington nel novembre 2013. Mira a porre l'innovazione, fonte essenziale di competitività, al centro delle priorità di questa iniziativa, incoraggiando l’attuazione di una strategia di crescita inclusiva. Si inserisce nella volontà dei due capi di Stato di sviluppare una cooperazione strategica triangolare in Africa, particolarmente nei campi dell'accesso all'energia e della sicurezza alimentare.

L’incontro tra il Sovrano e il Vicepresidente americano hanno portato al rafforzamento del partenariato strategico che lega i due paesi e che attinga la sua forza nei suoi fondamenti storici, la condivisione di valori e la sua capacità di adattamento e di rinnovamento. L'ultima visita del Sovrano a Washington ha permesso di aprire nuove prospettive di cooperazione stretta, in grado di rispondere alla volontà condivisa di uno sviluppo significativo delle relazioni bilaterali e di apportare delle risposte alle sfide molteplici che minacciano la pace e la stabilità regionale.

Il Global Summit dell'imprenditoria intitolato “Usufruire la potenza della tecnologia a favore dell’innovazione e l’imprenditoria” in corso dal 19 al 21 novembre costituisce una occasione e una piattaforma per lo scambio delle idee e delle esperienze innovanti. A questa edizione partecipano Capi di Stato, eminenti personalità e rappresentanti di governi di alto livello, e oltre ai 3000 imprenditori dal mondo. È nota una presenza forte della mass media internazionale con oltre 300 accreditamenti stranieri provenienti dall’Europa, America, Africa, Mondo arabo, e dall’Asia. La scelta di organizzare l’evento per la prima volta in un paese arabo africano testimonia il ruolo importante del Regno del Marocco nello sviluppo economico d’Africa il sostegno all’imprenditoria e l’integrazione dei giovani e delle donne nello sviluppo umano.

La leadership del Marocco nell’incoraggiare l’imprenditoria femminile è stata salutata dalla Segreteria di Stato americano del commercio Penny Pritzker che ha sottolineto “la volontà degli USA di sostenere le diverse iniziative delle imprenditrici sia in paesi americani che oltre, affermando che i maggiori cambiamenti del 21isimo secolo saranno guidati dalle donne”. Dalla sua parte, la presidente della Confederazione generale delle Imprese Marocchine (CGEM), Bensaleh Chekroun ha sottolineato che “il Marocco ha realizzato, grazie alle riforme costituzionali e moltipliche iniziative sociali, un rimarcabile progresso nella promozione della situazione della donna e il sua integrazione nel tessuto socioeconomico”. Evocando la questione della parità del genere, Bensaleh ha indicato che “28 commissioni della CGEM sono presiedute da donne”.

Per il presidente del Centro dei Giovani Dirigenti in Marocco (CJD-Maroc), Hicham Zoubairi, “il Summit Globale darà la fiducia nelle potenzialità dei giovani imprenditori marocchini”. Rabat e Washington sono legati dal 2006 da un accordo di libero scambio, caso unico per gli Stati Uniti sul continente africano. “Dal 2006, il commercio globale tra gli Stati Uniti ed il Marocco è aumentato di più del 300%”, ha dichiarato Jose Biden, sottolineando che Washington considererebbe questo paese come “una porta verso l'Africa”. 

Notizia segnalata da Yassine Belkassem

Rappresentante UE ammette negligenza dell’Unione nei confronti del Marocco

Di Hajar Maghli. As-Sabah (31/07/2014). Traduzione e sintesi di Caterina Ielo.

Henry Malosse, presidente del Comitato Economico e Sociale Europeo, e Pedro Narro, presidente del Comitato di Monitoraggio EUROMED, sono convenuti sulla necessità di rafforzare i rapporti dell’Unione Europea con il Marocco, questione trascurata negli ultimi dieci anni poiché l’UE si è concentrata sui Paesi dell’Europa dell’Est.

Lo stesso Malosse, durante la 40esima sessione ordinaria del Comitato Economico e Sociale, presieduta da Nizar Baraka giovedì scorso a Rabat, ha riconosciuto che l’Unione Europea ha trascurato la sponda meridionale del Mediterraneo, spostando il centro di gravità verso l’Est, e ha aggiunto: “A Bruxelles dicono che ciò non è vero ma io sostengo il contrario. Non ne abbiamo fatto della nostra partnership con il Marocco una priorità, sbagliando, perché per avanzare e progredire bisogna ampliare gli orizzonti verso il Sud”.

Nello stesso contesto, il presidente ha sottolineato che “spetta a noi, nei prossimi dieci anni, aprire nuovi orizzonti tra le due sponde del Mediterraneo e ripristinare i valori condivisi, in primis il rispetto verso gli altri garantendo l’onestà negli accordi commerciali, senza sfruttare la debolezza o l’incoscienza dell’altro, e ancora la solidarietà e lo sviluppo reciproci che ci consentiranno di gestire al meglio il problema dell’immigrazione tra i nostri Paesi e l’Africa sub-sahariana”. Malosse ha continuato col dire che spetta all’Unione Europea ripristinare l’equilibrio delle priorità e delle sue relazioni con gli altri Paesi, in particolar modo con il Marocco, considerando il fatto che quest’ultimo ha dimostrato la sua stabilità ed evoluzione con la nuova Costituzione, e attraverso i suoi apparati di sicurezza, difesa e giustizia: “In questo periodo ci concentreremo a ricostruire l’Europa e creare occupazione, e ciò può essere realizzabile attraverso la partnership con il Marocco, visto che vi è un terreno di scambi economici che garantisce l’integrazione delle nostre economie e gli interessi reciproci”.

Per giungere ad un accordo di libero scambio tra il Marocco e l’Unione Europea, egli sostiene: “Abbiamo deciso di creare delle commissioni permanenti tra i due Parlamenti per monitorare la cooperazione e valutare i negoziati in corso sull’accordo di libero scambio, facilitare la circolazione delle persone in tutti i regimi dei visti”.

Dal canto suo, Pedro Narro si è focalizzato sui problemi e punti deboli che hanno portato al gelo dei rapporti tra il Marocco e l’UE nei dieci anni passati, attribuendo ciò ad una crescente tendenza dell’UE di proteggere gli investimenti e alla paura del Marocco di liberalizzare gli scambi e inasprire il deficit del bilancio commerciale. Narro ha aggiunto che la crisi dell’UE ha portato ad effetti negativi in Marocco e in vari Paesi del Sud del Mediterraneo, per questo “bisogna lavorare insieme per creare un clima imprenditoriale e sostenere la nuova strategia commerciale del Marocco attraverso la diversificazione dei suoi partner, e cooperare a più livelli, non solo economico, commerciale e sociale ma concentrandosi anche sugli scambi culturali”.

Marocco: Ue finanzia programma per diritti delle donne

BRUXELLES, 06 AGO - L'Unione europea ha deciso di finanziare un programma di sostegno per la realizzazione del piano del governo sul fronte dell'uguaglianza fra uomini e donne. E' quanto prevede un accordo gia' firmato fra Ue e Marocco, riferisce il sito web di Enpi (www.enpi-info.eu), per un programma bilaterale che durera' quattro anni con un budget di 45 milioni di euro.

L'obiettivo dell'iniziativa, attraverso il sostegno all'attuazione del piano governativo, e' quello di contribuire a migliorare le condizioni per la promozione dell'uguaglianza di genere ed equita' in Marocco. Fra gli obiettivi c'e' una migliore protezione legale delle donne, una maggiore rappresentanza femminile nelle posizioni decisionali (politiche e amministrative), lo sviluppo di una cultura dell'uguaglianza (campagne, lotta contro stereotipi di genere nei media), sviluppo di politiche e programmi settoriali, rafforzamento del ministero per la solidarieta', le donne, la famiglia e lo sviluppo sociale, per un effettivo coordinamento della strategia.

Nel programma sono partner e coinvolti anche i ministeri di giustizia, economia, comunicazione, modernizzazione dei settori pubblici e interni. (ANSAmed)

Marocco: la valanga di sì al referendum costituzionale è la grande vittoria di Mohammed VI

Mamfakinch (non molleremo), mamsawtinch (non voteremo), gridavano fino a ieri gli oppositori del referendum sulla nuova Costituzione marocchina. Le urne hanno però raccontato un'altra storia. Oltre tre marocchini su quattro (il 76,6%) si è recato ai seggi per dire la sua sul test costituzionale voluto da re Mohammed VI. È lui, perciò, il grande vincitore del referendum di ieri. Vince il re e vince l'ala riformista della dirigenza di Rabat. Perdono i conservatori e perde il di Karima Moual - leggi l'articolo per intero

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